• Un mese con Maria

    Domenica 10 maggio 2020

Raccontami una storia

La Madonna Nera di Czestochowa: la storia di don Bruno Ferrero

«Gesù è cresciuto e si è fatto robusto, Maria».
«Grazie a Dio, è davvero un buon ragazzo, Giuseppe».
«Il nostro tavolo è troppo piccolo, ormai. Ne farò uno più grande».
Così San Giuseppe decise di costruire un nuovo tavolo da cucina per la famiglia di Nazaret. Gesù lo aiutò a scegliere due assi massicce e senza nodi, tagliate ad arte da un tronco di tiglio. Ne ricavò una tavola magnifica dal bel colore ambrato. Le incastrò quattro gambe robuste, che Gesù lisciò con cura.
Maria preparò una cena con i fiocchi per inaugurare la bella tavola nuova.
Su quella tavola, poi, per anni la Santa Famiglia si radunò per i pasti quotidiani e anche per quelli rituali previsti dalla religione ebraica. Su questo tavolo celebravano la Pasqua secondo l’antico rito di Mosè. Intorno a quel tavolo Giuseppe, Maria e Gesù chiacchieravano e pregavano, su quel tavolo Maria impastava il pane e cuciva. La famiglia
era radunata intorno a quel tavolo, quando Gesù comunicò che doveva partire per la sua missione pubblica.
Sulla tavola di tiglio costruita da Giuseppe, Maria chinò il capo e pianse quando morì Giuseppe e poi nei giorni terribili dopo la morte in croce di Gesù. Sopra la tavola, Maria preparò il fagotto con le sue cose. Si trasferiva a casa di Giovanni, il più caro amico di Gesù, come aveva voluto Gesù
stesso prima di morire.
Prima di uscire, Maria guardò il tavolo con gli occhi velati dalle lacrime e con infinita tenerezza lo sfiorò con una carezza leggera. 11 buon Giovanni capì e, deciso com’era, propose: «Maria, il tavolo lo portiamo con noi!». Maria sorrise. Quel tavolo era il suo tesoro più prezioso: conservava le impronte di Giuseppe e di Gesù. Guardandolo le sembrava di veder fiorire ancora il sorriso delle persone che aveva tanto amato.
Un giorno arrivò a casa di Giovanni un giovane che voleva sentire la storia di Gesù da Maria, per scriverla in un libro perché tutti potessero conoscere Gesù.
Si chiamava Luca ed era un uomo geniale: conosceva l’arte delle erbe e sapeva preparare pozióni e medicine, era uno scrittore vivace ed attraente e soprattutto un finissimo pittore. Un giorno, alcune donne, che erano state discepole di Gesù e che erano venute in visita a Maria, chiesero a Luca un grande favore.
«Dipingici il ritratto di Maria».
Luca esitò: «Non ne sono degno, amiche mie. Ho paura che i miei pennelli si ribellino».
Le donne insistettero e Luca decise di provarci. Cominciò a cercare una tavola su cui dipingere. Maria lo vide preoccupato e, buona e materna, come sempre, gli offrì un pezzo della tavola di Giuseppe. Quella stessa tavola su cui Giovanni celebrava spesso la Santa Eucaristia.
Luca cominciò a dipingere e Maria qualche volta se ne stava ferma in silenzio perché il giovane medico potesse fissare sul legno i tratti del suo viso. Luca era così compreso dal senso del suo lavoro che dipingeva pregando e, qualche volta, anche in ginocchio.
Le sante donne venivano a sbirciare il quadro e tormentavano il pittore con le loro osservazioni. «Perché hai dipinto Maria così scura?». Luca rispondeva: «Perché nella Bibbia è scritto: “Bruna sono ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come i padiglioni di Salma”!».
«Perché le metti il bambino sul braccio sinistro, se le madri lo portano a destra?».
Luca rispondeva con calma: «Lo stesso Davide ha cantato che la Regina è alla destra del Signore, quindi il bambino deve essere sulla sinistra».
Un giorno, mentre dipingeva il ritratto, Luca ebbe una visione e vide il fuoco dello Spirito Santo, che aleggiava su Maria e sul gruppo degli apostoli. Perso nella contemplazione dei santi misteri, si addormentò profondamente. Lievi lievi, vennero dal cielo due angeli e completarono il quadro con colori che venivano dal Paradiso.
Quando Luca riaprì gli occhi, vide che il ritratto era finito.
II quadro fu lasciato alle pie donne di Gerusalemme e per anni divenne oggetto di ammirazione. Per vedere il santo volto di Maria venivano soprattutto i più poveri: i mendicanti, gli handicappati, i pastori e i custodi dei cammelli, ma si fermavano anche altri: i re, i principi, i consoli e i giudici.
L’imperatrice santa Elena lo volle nella sua cappella a Bisanzio. Quando la città era minacciata dai nemici l’icona veniva portata solennemente sulle mura di Bisanzio e tornava la pace.
Il santo volto finì poi in Russia e qui lo trovò il principe Vladislao di Opole, che decise di prendersi cura del quadro e portarlo in Polonia.
Voleva collocarlo solennemente nella capitale dello stato, ma in modo straordinario, la Madonna si scelse da sola il posto per il suo ritratto. Il quadro era stato collocalo su un carro trainato da quattro cavalli che procedeva lentamente, Ai piedi di una collina chiamata Jasna Gora, che significa «Monte di luce», nelle vicinanze della città di Czestochowa, il carro improvvisamente si bloccò. Invano i cocchieri frustarono i cavalli: le povere bestie non riuscivano a smuovere le ruote che sembravano inchiodate al suolo. Furono aggiunti altri quattro cavalli. Il carro non si mosse.
La collina accompagnava le urla dei carrettieri con il fruscio delle querce. La nebbia serpeggiava pigramente tra gli alberi. Sembrava che gli angeli fossero intenti a stendere veli bianchi sul mare delle foglie. Strisce dorate di sole ricamavano l’aria. Il principe Vladislao capì e decise di lasciare il quadro nel convento che sorgeva sul «monte della luce». I cavalli si mossero allora con leggerezza verso la parrocchia di Czestochowa, dove in un primo tempo fu messo il quadro. Sulla collina, che Maria stessa si era scelta, fu costruito un grande santuario, che divenne meta di continui pellegrinaggi. Nel giorno di Pasqua del 1430, una banda di ladri depredò il santuario. Alcuni predoni, in segno di disprezzo, colpirono il volto della Madonna con la spada. Sul quadro quei tagli si vedono ancora.
È come se la Mamma di Gesù volesse dire che continua a condividere la vita dei suoi figli, anche le loro sofferenze e le loro ferite. E con la mano destra continua ad indicare a tutti Gesù, unica via di salvezza.

Il pensiero di mamma e papà

Maria, la mamma di Gesù, è cara alla fede dei cristiani, che in ogni tempo le hanno dimostrato un grande amore e un ‘infinita devozione.
In ogni paese cristiano sono venerati santuari e immagini che attirano milioni di fedeli. I racconti e le leggende che fioriscono intorno ad essi, il più delle volte non hanno un fondamento storico, tuttavia testimoniano sempre, in un modo molto umano, l’importanza che ha la devozione alla Madonna per aiutare gli uomini ad avvicinarsi a Gesù.

Paciocchiamo

Dai giochiamo!

  • Dopo aver ascoltato la storia della Madonna nera, disegna il quadro che raffigura la mamma di Gesù come tu la immagini.

Per essere più buoni

“Tutti daranno una mano per preparare la tavola”

Preghiamo insieme

Maria, nessuna più di te
è stata vicina a Gesù.
Ti prego cercando tutte le parole più belle
per lodarti…
Come fa chi deve esaltare un campione.
Maria, porta del cielo, Maria, stella del mattino.
Maria, regina degli uomini, Maria, arca dell’alleanza.
Maria, Madre di Dio.
Maria prega per noi,
insegnaci a restare vicini a Gesù.

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