• Un mese con Maria

    Sabato 23 maggio 2020

Raccontami una storia

La sperduta: la storia di don Bruno Ferrero

A Roma, tanti anni fa, la Basilica di Santa Maria Maggiore era ancora circondata dalla campagna e il suono delle sue campane, specialmente alla sera, arrivava molto lontano e invitava alla preghiera tutti gli abitanti delle casette sparse, nei dintorni.
Da una di quelle casette uscì un giorno una bambina, Maria, per andare a far visita ad alcuni parenti che abitavano in aperta campagna.
Maria credeva di conoscere bene la strada, invece, sopraggiunta la notte, non seppe più orientarsi e si smarrì tra sentieri e stradicciole, senza più riuscire a trovare la strada di casa.
Dopo aver girato e rigirato senza concludere nulla, anzi confondendosi sempre più, si mise a sedere su una pietra e scoppiò in un pianto dirotto. Ma nessuno passava di notte per quelle strade e nessuno poteva aiutarla.
Si ricordò della Madonna e incominciò a recitare l’Ave Maria. Arrivata alle parole «prega per noi, adesso…», sentì il suono di una campana. Il suono si prolungava, si ripeteva, come una voce insistente nella notte.
La bambina seguì quella voce e di sentiero in sentiero si ritrovò alla Basilica di Santa Maria Maggiore e potè tornare a casa.
Da quella volta, la campana che tutte le sere, all’una di notte, suona per qualche minuto è detta «La Sperduta» e ricorda la bambina che si era perduta nella campagna romana e i tanti che si perdono oggi nella città.

Il pensiero di mamma e papà

Le campane delle chiese continuano a suonare, a ricordare agli uomini qualcosa che stanno dimenticando. Nello stesso tempo proclamano una semplice verità: Dio non si dimentica dei suoi figli e continua a chiamarli. C’è troppo rumore nelle nostre città: chi ascolta ancora il suono delle campane? In certi posti vorrebbero farle tacere del tutto. Ma è così bello sentirle gridare la festa e il dolore, la preghiera e l’invito alla Messa. Come nella parabola dei due figli, Dio aspetta il ritorno dei suoi figli. Perché anche la pecorella smarrita ritrovi la strada di casa. In ogni parrocchia c’è un campanile, per ricordare agli uomini la via del cielo.

Paciocchiamo

Dai giochiamo!

  • Fatti prestare dalla mamma un paio di pentole ed un cucchiaio di legno.

  • Organizza un bel concerto di campane in cucina per richiamare tutti al pranzo.

Per essere più buoni

“Oggi prova ad essere puntuale

Preghiamo insieme

Mio Dio, tu non hai bisogno di noi.
Eppure ci segui uno ad uno.
Tu non hai bisogno di noi,
ma noi abbiamo bisogno di te.
Chi pronuncia il tuo nome
raddrizza il mondo.
Chi parla di te ad altri
accende una luce nel buio.
Chi è buono nel tuo nome
fa fiorire il mondo.

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