• Un mese con Maria

    Venerdì 29 maggio 2020

Raccontami una storia

Le braccia: la storia di don Bruno Ferrero

Una graziosa leggenda natalizia racconta che i pastori di Betlemme, dopo aver udito l’annuncio degli angeli, infilarono nelle loro bisacce i prodotti migliori del loro lavoro, profumati formaggi, miele, latte e dolci, e si misero in cammino per portarli come dono al neonato Re dei Re.
Un bambino curioso e vivace, svegliato dal trambusto, partì con i pastori. Dopo un po’ il ragazzino si accorse di essere l’unico a mani vuote, anche perché non possedeva nient’altro che il suo povero vestito. Non aveva neanche le scarpe. Si sentì molto a disagio e marciava mogio mogio in coda al gruppo di pastori.
Quando arrivarono nel luogo indicato dagli angeli, si affollarono intorno a Giuseppe e a Maria, che cullava il bambino.
Il pastorello si infilò tra le gambe dei pastori, arrivò vicino vicino a Maria e rimase lì a guardare la scena con gli occhi sgranati e la bocca aperta. I pastori si accalcavano per consegnare a Maria i loro doni e Maria, che aveva il neonato in braccio, era in difficoltà a prendere in mano i generosi fardelli, in segno di gradimento e di ringraziamento. Allora, sorridendo, affidò il Bambino Gesù al pastorello che le stava accanto. Il ragazzino spalancò le braccia e accolse con tutta la felicità del mondo il piccolo fagotto che gorgogliava tranquillo.
Così il piccolo pastore che credeva di non aver niente da dare, donò a Gesù il calore e il sostegno delle sue braccia. In quella notte santa, in cui l’impossibile diventava possibile le sue braccia divennero il trono dell’Altissimo.
Lui che non aveva niente, neanche le scarpe, portò sulle sue braccia, accanto al suo cuore, il dono di Dio all’umanità.

Il pensiero di mamma e papà

Maria è attenta, osserva, controlla amorosamente quanto avviene perché nessuno debba trovarsi nel disagio. E se è il caso, affida a noi Gesù. Si fida di noi e sa bene che la sola cosa necessaria è proprio portare con noi Gesù. Conosce troppo bene Gesù. Soprattutto conosce bene il potere della sua bontà. Se sentiamo che le parole del Vangelo di Gesù risuonano ogni tanto dentro di noi, se nei momenti di difficoltà o di tristezza le sentiamo, è perché Maria è accanto a noi. E con tutta la sua dolcezza ci sta ripetendo: «Aiutami a portare Gesù! Non avere paura, ci sono io accanto a te».

Paciocchiamo

Dai giochiamo!

  • Organizza una partita a "Cosa manca?" disponendo sul tavolo diversi oggetti che trovi in casa.

  • A turno ogni partecipante sottrae un oggetto che gli altri (girati o bendati) devono poi indovinare

Per essere più buoni

“Trova nel Vangelo una frase da mettere in pratica concretamente”

Preghiamo insieme

La tua mano, Signore, mi sorregge,
ed è così anche se non la vedo davvero.
Con la tua mano hai creato il mondo,
hai innalzato il cielo;
la tua mano è potente.
Con la tua mano
hai guarito i malati,
hai accolto i piccoli.
Oggi tieni me nelle tue mani.

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