• Un mese con Maria

    Mercoledì 6 maggio 2020

Raccontami una storia

Domenico Savio: la storia di don Bruno Ferrero

In questo mese si celebra la festa di Domenico Savio, un santo quindicenne. Il segreto della sua santità è molto semplice. La sua vita non è stata affatto speciale: è stata esattamente come quella di tutti i ragazzi.
Se è diventato un santo è perché si è affidato ad un grande educatore, Don Bosco, che lo ha aiutato a scoprire il segreto della santità.
Don Bosco aveva incontrato Domenico Savio per colpa di una grossa stufa di campagna. La stufa che troneggiava nell’aula dove Domenico frequentava le elementari.
All’inizio dell’inverno, il maestro, Don Cugliero, aveva fatto uno strano discorsino: «Ogni mattina, insieme ai libri, porterete un pezzo di legno per la stufa. E così studieremo al caldo».
Così tutte le mattine Domenico lasciava la sua casa con un pezzo di legno in mano. Una mattina del febbraio 1854 nevicava forte. Due alunni pensarono di fare uno scherzo e, invece del pezzo di legno, infilarono nella stufa alcune grosse palle di neve. La stufa fumò, lasciò filtrare un po’ d’acqua e si spense.
Quando Don Cugliero entrò nell’aula gelida e vide la stufa spenta, domandò inviperito: «Chi è stato?».
Era un insegnante severo e, come tutti i suoi colleghi dell’epoca, castigava chi sbagliava con bacchettate sulle dita e lunghe permanenze in ginocchio sul duro pavimento.
«È stato lui!».
I due monelli, che si erano messi d’accordo, scattarono in piedi e insieme indicarono Domenico. Nessuno fiatò, perché i due colpevoli erano i più robusti della classe e avrebbero picchiato chi parlava.
II maestro fece inginocchiare Domenico sul duro pavimento dell’aula, davanti ai suoi compagni.
«Sta’ lì fino alla fine delle lezioni. Sentirai come si sta bene accanto ad una stufa spenta! Non me lo sarei mai aspettato da te, con tutte le tue arie da santarellino!».
Uscendo dalla scuola, però, qualcuno fu preso dal rimorso e sussurrò a Don Cugliero i nomi dei veri colpevoli. Sorpreso, il maestro chiamò Domenico: «Ma perché sei stato zitto? Bastava che mi dicessi: “Non sono stato io”!».
Domenico fissò il maestro con i suoi occhi limpidi e disse semplicemente: «Anche il Signore è stato calunniato ingiustamente. E non si è mica ribellato».
Don Cugliero rimase colpito da queste parole e decise di aiutare Domenico. Ne parlò a Don Bosco dicendo: «Ho un ragazzo che è un vero campione!».
Con la guida di Don Bosco, Domenico Savio divenne santo. Il primo santo di 15 anni.

Il pensiero di mamma e papà

II Vangelo dice che Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. La santità è tutta qui. È pensare che ciascuno di noi dovrebbe essere lo specchio che riflette la bontà e la gioia del Creatore. I santi sono coloro che tengono lo specchio della loro vita sempre ben pulito: così l’immagine della bontà di Dio in loro non è mai appannata. Così si è comportato Domenico Savio.

Paciocchiamo

Dai giochiamo!

  • Organizzate una caccia al tesoro della santità in famiglia! Procurati tre bigliettini colorati.

  • Nascondete 3 foglietti con la ricetta della santità che un giorno Don Bosco diede a Domenico Savio che gli aveva chiesto: «Mi aiuti a farmi santo». Don Bosco scrisse: «Primo: allegria. Secondo: doveri di studio e di pietà. Terzo: far del bene agli altri».

Per essere più buoni

“Un favore o un gesto gentile ad un fratellino-sorellina o ad un bambino più piccolo”

Preghiamo insieme

Ti adoro, mio Dio,
e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano
e conservato in questo giorno.
Perdonami il male, oggi commesso
e, se qualche bene compiuto, accettalo.
Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli.
La tua grazia sia sempre con me
e con tutti i miei cari. Amen.

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