• Un mese con Maria

    Venerdì 8 maggio 2020

Raccontami una storia

Ma che sia una regina: la storia di don Bruno Ferrero

C’era una volta, tanti secoli fa, una città famosa. I pellegrini che la vedevano da lontano rimanevano abbagliati dallo splendore dei suoi marmi e dei suoi bronzi dorati. Era una città felice in cui tutti vivevano in pace.
Ma un brutto giorno, i suoi abitanti decisero di eleggere un re.
Le trombe d’oro degli araldi li riunirono tutti davanti al Municipio. Non mancava nessuno.
Uno squillo impose il silenzio a tutta l’assemblea. Si fece avanti allora un tipo basso e grasso, vestito superbamente. Era l’uomo più ricco della città.
Alzò la mano carica di anelli scintillanti e proclamò: «Cittadini! Noi siamo già immensamente ricchi. Non ci manca il denaro. Il nostro re deve essere un uomo nobile, un conte, un marchese, un principe, perché tutti lo rispettino per il suo sangue blu».
«No! Vattene!». I meno ricchi della città cominciarono a gridare. «Vogliamo come re un uomo ricco e generoso che ponga rimedio ai nostri problemi!».
Nello stesso tempo, i soldati issarono sulle loro spalle un gigante muscoloso e gridarono, agitando minacciosamente le picche: «Questo sarà il nostro re! Il più forte!». Nella confusione generale, nessuno capiva più niente.
Da tutte le parti scoppiavano grida, minacce, applausi, armi che s’incrociavano. I parapiglia si moltiplicavano e i contusi erano già decine.
Suonò di nuovo la tromba. A poco a poco, la moltitudine si acquietò. Un anziano, sereno e prudente, salì sul gradino più alto e disse: «Amici, non commettiamo la pazzia di batterci per un re che non esiste ancora. Chiamiamo un bambino innocente e sia lui ad eleggere un re tra di noi».
Presero per mano un bambino e lo condussero davanti a tutti.
L’anziano gli chiese: «Chi vuoi che sia il re di questa città così grande?».
Il bambinetto li guardò tutti, si succhiò il pollice e poi rispose: «I re sono brutti. Io non voglio un re. Voglio che sia una regina: la mia mamma».

Il pensiero di mamma e papà

Dio l’ha pensata allo stesso modo e ha creato Maria. Dio, in fondo, è stato l’unico ad avere il privilegio di scegliersi la madre: per questo Maria è la più incantevole delle creature, l’Immacolata Concezione. Nell’Ave Maria diciamo proprio che la Madonna è «piena di grazia». Ma tutte le mamme sono creature incantevoli: conoscete qualche bambino che non la pensi così? E chi non pensa che se al governo ci fossero soltanto delle mamme le cose andrebbero meglio per tutti? Pensate un po’: non si direbbero tante parolacce; al pomeriggio tutti farebbero un sonnellino tranquillizzante; tutti quanti ci daremmo la mano per attraversare la strada… Dobbiamo impegnarci tutti, allora, a tenere bene la nostra mamma, ad aiutarla, ad amarla non solo a parole ma con i fatti concreti.

Paciocchiamo

Dai giochiamo!

  • Costruisci una corona con carta, cartoncino o materiali che trovi in casa.

  • Incorona la mamma, ringraziandola per una cosa bella che ha fatto per te.

Per essere più buoni

“Un abbraccio alla mamma appena tornati a casa”

Preghiamo insieme

Non riuscirò mai a ringraziarti abbastanza,
Signore, per la mia mamma.
Lei sola sa guarire i miei mali
con un bacio
e i miei dispiaceri con un abbraccio.
In lei io vedo, Signore,
una scintilla della tua immensa bontà.

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