Si è concluso il IV livello del Corso di Salesianità promosso e organizzato dal Centro Salesiano di Formazione Permanente d’America.
Si riporta l’articolo pubblicato oggi dall’Agenzia d’informazione Salesiana ANS, a cura don Luis Timossi, SDB.
(ANS – Torino) – Si è concluso nei giorni appena trascorsi il IV livello del Corso di Salesianità, promosso e organizzato dal Centro Salesiano di Formazione Permanente d’America, con sede a Quito, Ecuador. 26 partecipanti, appartenenti a vari rami della Famiglia Salesiana (consacrati e laici) e provenienti da Brasile, Argentina, Uruguay, Cile, Perù, Colombia, Messico, Guatemala ed Ecuador, si sono recati in pellegrinaggio, per 28 giorni di formazione congiunta, sui Luoghi Salesiani, là dove Don Bosco visse.
Dopo aver approfondito nei tre anni precedenti il contesto sociale, politico e religioso, attraverso un metodo storico-critico-esperienziale, si è ora rivelato un grande dono di Dio per tutti i partecipanti poter vedere, toccare con mano, contemplare, gli spazi, i ricordi e le reliquie che rendono presente tutt’oggi la memoria di Don Bosco, e dando così dimensioni e proporzioni reali a ciò che prima era per loro solo immaginazione.
Gli allievi del corso hanno iniziato il loro percorso ad Annecy, per conoscere san Francesco di Sales; quindi hanno visitato i luoghi di Madre Mazzarello a Mornese e Nizza; sono passati per Genova per rinnovare le loro convinzioni missionarie; hanno visitato nel Monferrato i luoghi dell’infanzia di Don Bosco e della vita di Mamma Margherita a Capriglio; poi la casa al Colle e Chieri, dove il futuro santo svolse il seminario; sono passati per le case di Domenico Savio e hanno camminato sulle orme di alcune passeggiate autunnali di Don Bosco. Infine, hanno attraversato in lungo e in largo Torino, conoscendone le realtà salesiane (l’Oratorio di Valdocco, Casa Pinardi, la Basilica di Maria Ausiliatrice…) e quelle dei tanti coevi “santi sociali”.
Un percorso così ricco ha richiesto necessariamente una buona organizzazione logistica e formativa. In occasione della celebrazione della festa di Maria Ausiliatrice, sono stati programmati anche incontri con il Rettor Maggiore dei Salesiani, la Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e don Pier Luigi Cameroni, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana.
Ogni giornata, inoltre, si è conclusa con un momento di valutazione, durante il quale si cercava di raccogliere le esperienze vissute e le riflessioni motivate dalle varie visite.
Per i partecipanti è stata un’esperienza che non solo ha illuminato, ma che ha “toccato” il cuore, rinnovando le motivazioni e le profonde convinzioni che sostengono il carisma salesiano.
Ed è stata, certamente, anche un’esperienza di famiglia, di comunione fraterna, di rafforzamento dei legami di amicizia radicati nelle fonti del carisma salesiano condiviso. La chiusura dell’esperienza, dopo essere passati anche attraverso Assisi e aver visitato i luoghi di Don Bosco a Roma, si è svolta con l’Eucaristia celebrata presso le Catacombe di San Callisto.
I partecipanti sono ora ritornati alle rispettive Ispettorie ed opere con i cuori infiammati dal fervore salesiano e con una rinnovata e aggiornata fedeltà ai giovani che la Divina Provvidenza affida loro.
di don Luis Timossi, SDB
Un filo di fede apostolica che lega la Basilica con Buenos Aires
Si riporta l’articolo di InfoAns che svela uno speciale filo rosso tra la Basilica Maria Ausiliatrice e la chiesa Mater Misericordia di Buenos Aires, dove si terrà l’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice.
Nel pomeriggio dell’11 novembre 1875, nella Chiesa di Maria Ausiliatrice a Torino-Valdocco, si svolse una grande festa e un emozionante addio: era l’invio dei primi dieci missionari salesiani in Argentina, che oltre un mese dopo, il 14 dicembre 1875, giunsero a destinazione. La chiesa “Mater Misericordiae” di Buenos Aires divenne il luogo di arrivo dei missionari salesiani e di tutti gli italiani emigrati “alla fine del mondo”. In vista dell’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice, che si terrà a Buenos Aires dal 7 al 10 novembre 2019, sono iniziati i lavori di impermeabilizzazione integrale e restauro di tale chiesa.
I lavori, resi necessari per proteggere le pareti usurate dall’umidità e dalle infiltrazioni, sono iniziati già sul finire di aprile. “Sabato 18 maggio, come regalo dell’Ausiliatrice, abbiamo traslato, per la seconda volta nella storia, la venerata statua della Mater Misericordiae, la quale accolse i primi pionieri missionari del 1875. Per il tanto atteso restauro è stata trasferita a Mendoza”, ha riportato don Mariano Erra, SDB, Rettore della chiesa.
Nella seconda metà del XIX secolo, due chiese concentrarono l’attenzione degli immigrati italiani a Buenos Aires: la chiesa di San Giovanni Evangelista, un edificio del 1872 nel quartiere de La Boca; e la chiesa “Mater Misericordiae”, del 1870. Quest’ultima, situata in via Moreno 1687, fu il primo luogo in cui ebbero dimora i Salesiani quando arrivarono in Argentina nel 1875; successivamente furono effettuati altri ampliamenti, ristrutturazioni e acquisizioni di terreni. Oggi fa parte di un complesso salesiano che ospita anche parrocchia, scuola, oratorio e altre iniziative.
Il tempio fu inaugurato nel 1870 su progetto del prof. Emilio Rosetti (1839-1908), ingegnere e matematico nato a Forlimpopoli. Degno di nota in questa chiesa è l’Altare Maggiore, il cui autore è il noto architetto torinese Carlo Ceppi, che fu fonte di ispirazione per alcune chiese per un altro celebre architetto, Virginio Vespignani.
“La statua posta nell’altare della nostra amata Madre è in legno intagliato ed è una replica dell’immagine che si trova nel Santuario della Madonna della Misericordia a Savona, opera di Antonio Brilla”, spiegano poi i responsabili della chiesa.
L’antico organo a canne può essere ritenuto una reliquia artistica, opera della ditta “Vegezzi Bossi” ed è giunto lì su richiesta di mons. Giovanni Cagliero, SDB, che era alla guida della prima spedizione missionaria salesiana e noto anche come valente compositore.
La chiesa “Mater Misericordiae” vanta infine una reliquia insigne di Don Bosco del 1929, dono di Don Filippo Rinaldi, III Successore di Don Bosco, a Papa Pio XI, la quale sarà esposta in occasione dell’VIII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice.
Come osservano i responsabili della chiesa che accolse i primi missionari salesiani, “i lavori di restauro vogliono essere un gesto di riconoscenza nei confronti della Madre delle missioni salesiane in Argentina”.