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5 venerdì di Quaresima in Basilica: catechesi biblica e preghiera di adorazione
/in In evidenza SX, News /da admin4675Per vivere al meglio il tempo forte della Quaresima, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco segnala 5 incontri serali dedicati alla catechesi biblica e alla preghiera di adorazione per i prossimi venerdì: a partire da oggi, 4 marzo, fino al 1° aprile. L’appuntamento è previsto in Basilica dalle ore 19.00 alle ore 21.00 per tutti coloro che sono interessati.
Ogni venerdì pomeriggio di Quaresima, è prevista invece la Via Crucis alle ore 16.00.
CATECHESI BIBLICA E PREGHIERA DI ADORAZIONE
Lc 4,1-13 Gesù nel deserto vince il male
Lc 9,28-36 Gesù in preghiera si trasfigura
Lc 13,1-9 Gesù invita a convertirci
Lc 15,1-3.11-32 Gesù annuncia la misericordia di Dio Padre
Gv 8,1-11 Gesù è misericordioso come il Padre
Venerdì 8 aprile, sempre in Basilica, si terrà la liturgia penitenziale alle ore 19.30.
Concerto “Il Cavour per l’Ucraina”: PACE – martedì 29 marzo
/in Basilica SX, News /da admin4675Martedì 29 marzo 2022, alle ore 20.30, presso la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco si terrà un Concerto in favore della Pace e per la raccolta fondi per l’Ucraina, organizzato con i giovani del Liceo Classico e Musicale Cavour di Torino.
PROGRAMMA
Ensemble chitarre
Coro da “Antigone”
Clarinetto solo
Elio Brancatello – clarinetto
M. Verbyc’kyj, Šče ne vmerlaUkraïna
Dinu Berinde, Razvan Pojoga – violino
Ensemble Archi
Ensemble Violoncelli
Trio percussioni
Brass Quartet
Alessandro Pisa, Giuseppe Ulloa – trombe
Giulia Napolitano, Matteo Tomassetti – tromboni
W.A.Mozart, Ave Verum Corpus
L.Molfino, O Sacrum Convivium
Coro delle Classi 5B e 5F
Musiche di: A.Vivaldi; W.A. Mozart; G.F. Haendel; J.S. Bach; H. Purcell; F.J. Haydn.
Si ringraziano
Il Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice: Don Michele Viviano
I Docenti: Valter Frezzato, Angelo Galeano, Ettore Michele Lalli, Diana Lupascu, Angelo Martines, Gianpiero Pannofino, Paola Sales, Giovanna Vivaldi.
Verso Pasqua a Maria Ausiliatrice – La Voce e il Tempo
/in Non categorizzato /da admin4675Di seguito l’articolo pubblicato da la Voce e il Tempo grazie a Marina Lomunno, riportante le iniziative della Basilica di Maria Ausiliatrice riguardo la Quaresima di Fraternità.
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Nella Basilica di Maria Ausialiatrice, Casa madre dei salesiani, la Quaresima è iniziata all’insegna della solidarietà, della preghiera per la pace e dell’ascolto della Parola di Dio. «In collaborazione con la nostra parrocchia», spiega il rettore don Michele Viviano sdb «per la Quaresima di Fraternità abbiamo iniziato la raccolta fondi per i profughi della Siria, già precedentemente programmata, a cui si è aggiunta quella per i profughi dell’Ucraina. Accanto alla carità per chi è nella sofferenza, abbiamo avviato ‘I venerdì quaresimali’ sul tema ‘Non di solo pane vivrà l’uomo’. Tutti i venerdì di Quaresima dalle 19 alle 21 in Basilica, al posto della cena che invitiamo a saltare, offriamo un nutrimento più abbondante con la Parola di Dio attraverso la catechesi biblica sul Vangelo della domenica, cui segue la preghiera di adorazione per la pace. Inoltre, consapevoli che per un ascolto attento è necessaria una proclamazione adeguata della Parola di Dio nella Liturgia, abbiamo organizzato un corso per lettori in collaborazione con l’Ufficio liturgico diocesano». Si è partiti sabato 12 marzo e fino a sabato 9 aprile alle 16 sono in programma cinque incontri della durata di un’ora e mezza a cui si sono iscritti oltre 70 lettori e aspiranti lettori che svolgono questo servizio nelle sette celebrazioni eucaristiche della domenica celebrate in Basilica (la prima alle 8, l’ultima 21). «Si è voluto di proposito proporre il corso il sabato e non la domenica, nel giorno dedicato alla Madonna, perché per primo il lettore, come Maria la Madre di Gesù, è chiamato non solo a proclamare la Parola di Dio ma ‘a meditarla e custodirla nel suo cuore’ come ci dice il Vangelo di Luca», prosegue don Viviano, «per questo abbiamo intitolato il ciclo ‘La proclamazione liturgica della Parola di Dio coinvolge la vita del lettore’». Questi gli argomenti degli incontri: «Identità e ruolo del lettore» (a cura di Silvia Vesco); «La Liturgia della Parola» (Luciana Ruatta); «Tecniche di lettura» (due incontri a cura di Bruno Barberis); «Introduzione alla Lectio Divina» (don Michele Viviano). «Il corso» conclude il rettore «è orientato a realizzare quanto leggiamo nella Dei Verbum al n.25 sempre tanto attuale e stimolante: ‘Parimenti il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere ‘la sublime scienza di Gesù Cristo’ (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture’. ‘L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo’,come dice san Girolamo».
Quaresima di fraternità 2022
/in In evidenza SX, News /da admin4675La Basilica Maria Ausiliatrice segnala l’iniziativa della “Quaresima di Fraternità 2022” per sostenere i profughi ucraini e per aiutare la casa salesiana di Kafroun che si occupa di accogliere i profughi siriani.
Come puoi “aiutarci” economicamente:
IBAN: IT48 Z030 6909 6061 0000 0115 737
Causale: “Progetto Quaresima 2022”
IBAN: IT78 J030 6909 6061 0000 0115 694
Causale: “Progetto Quaresima 2022”
Corso per lettori per la proclamazione liturgica della Parola di Dio
/in In evidenza DX, News /da admin4675Con la collaborazione dell’ufficio liturgico diocesano, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco organizza un corso per lettori per la proclamazione liturgica della Parola di Dio.
Di seguito le date e le modalità per iscriversi.
La partecipazione al corso è per i soli iscritti.
Ingresso da Via Maria Ausiliatrice 32 per verifica del Green Pass e firma di presenza.
Don Viviano, in Basilica le speranze della città – La Voce e il Tempo
/in In evidenza DX, News /da admin4675Di seguito l’intervista a don Michele Viviano, rettore della Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, riportata su La Voce e il Tempo a cura di Marina Lomunno.
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INTERVISTA – IL NUOVO RETTORE DI MARIA AUSILIATRICE «CUORE » DEL MONDO SALESIANO
Don Viviano, in Basilica le speranze della città
Don Michele Viviano, classe 1962, nato a San Cataldo (Caltanissetta), prete dal 1991, è stato nominato rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice dal 1° settembre 2021 al 31 agosto 2024: succede al confratello don Guido Errico, ora maestro dei novizi e direttore dell’Opera salesiana di Genzano di Roma. Docente al Centro teologico San Tommaso di Messina, è giunto a Valdocco dopo numerosi incarichi a Roma e in Sicilia.
Lo abbiamo incontrato lunedì 24 gennaio, festa liturgica di san Francesco di Sales, patrono dei salesiani, che ha dato il via alla settimana in preparazione ad una festa di don Bosco «speciale» per la congregazione: nel 2022 si celebrano i 400 anni dalla morte di san Francesco di Sales, al quale è stata dedicata una importante mostra inaugurata a Valdocco la scorsa settimana.
Don Michele, cosa significa per un salesiano essere Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice, Casa madre della sua congregazione, Casa di don Bosco dove si venerano le sue spoglie mortali, a cui tutta la famiglia salesiana nei 134 Paesi in cui è sparsa nel mondo guarda come guida carismatica e meta di pellegrinaggio?
Mi sento molto privilegiato e lo vivo innanzitutto come un regalo di don Bosco per il mio 30° anno di ordinazione presbiterale. Nel 2016, nel mio 25° di sacerdozio, mi è arrivata un’obbedienza «strana», a cui non mi sentivo per nulla preparato: alla mia vita abbastanza tranquilla di docente nell’Istituto Teologico di Messina mi si chiedeva di aggiungere la direzione di un centro di accoglienza per migranti che arrivavano dal porto di Catania. Era il periodo in cui Papa Francesco ci invitava ad aprire le case e gli istituti religiosi per ospitare chi rischiava la vita per attraversare il Mar Mediterraneo. Accolsi quell’obbedienza come un regalo di Dio per il mio 25°. Ora, dopo 5 anni, con mia grande sorpresa e senza esser stato mai parroco, il Rettor Maggiore mi ha chiesto l’obbedienza di venire qui a Torino come Rettore della Basilica più importante per la nostra congregazione. Come non accoglierla come un dono di Dio, come una chiamata di don Bosco? Ogni figlio di don Bosco sogna di stare un giorno, un periodo nei luoghi delle origini della nostra Congregazione e così è stato per me fino adesso.
Un sogno che è diventato realtà: è la prima volta che celebro la festa di don Bosco proprio accanto a lui in Basilica, nei luoghi dove ha cominciato ad accogliere i ragazzi e con alcuni di questi a fondare la congregazione: «ci chiameremo salesiani», era il 26 gennaio del 1854. E poi a maggio, sarà un’emozione celebrare per la prima volta la festa di Maria Ausiliatrice nel tempio costruito dal nostro padre e maestro. Essere Rettore è anche una grande responsabilità, un impegno di cui forse ancora non mi rendo conto. Ma non sono solo: ho una comunità che mi sostiene, confratelli che aiutano e collaborano tanto. Io sono il Rettore ma ancor prima che a me la Basilica è affi data alla mia comunità e questo mi conforta e mi incoraggia. La Basilica di Maria Ausiliatrice è punto di riferimento non solo per il mondo salesiano, ma per tutta la diocesi di Torino che don Bosco ha reso famosa nel mondo.
Cosa chiedono gli uomini, le donne e i giovani di oggi a Maria Ausiliatrice quando vengono in Basilica?
In questi primi 4 mesi ho visto tante persone di tutte le fasce sociali ricorrere all’Ausiliatrice: tutti chiediamo che ci liberi dalla pandemia che, oltre a mettere a rischio la nostra salute, ha cambiato le nostre abitudini, ha condizionato le nostre attività, ci ha isolati di più, ci ha diviso all’interno delle stesse famiglie per le divergenze anche di pensiero sul virus, ci ha resi più fragili, insicuri, diffidenti l’uno dell’altro visto come potenziale portatore della malattia. Per questo abbiamo bisogno di sicurezza, certezze, punti fermi che la scienza non ti dà e non può darti. Per cui c’è un ritorno a Dio, un maggior ricorso a Maria Ausiliatrice, a porre la nostra vita nelle mani sicure del Dio della vita e di colei che è la mamma delle mamme, l’Ausiliatrice di ogni uomo che a lei ricorre con la semplicità e la fiducia del figlio, della figlia.
Quali iniziative pensa di lanciare in Basilica nei prossimi anni perché sia sempre più casa accogliente come sono da sempre questi cortili?
Ho bisogno ancora di qualche mese per conoscere chi varca la nostra soglia, cosa desidera, cosa ha bisogno, cosa ci chiede: non è facile, ma non desidero cadere in un attivismo di iniziative che possono abbagliare ma non illuminare e riscaldare il cuore. Certamente la Basilica deve avere un respiro lungo e profondo, insieme a uno sguardo ampio che vada oltre i confini locali e nazionali da una parte e, dall’altra, offrire, insieme alla celebrazione eucaristica e a quella della riconciliazione sempre ben curate, iniziative formative e culturali. Oggi i santuari, come il nostro non sono solo «oasi nel deserto» per trovare un po’ di pace dal frastuono della città; «ospedali da campo» per curare o sanare qualche ferita; o «isole ecologiche» per essere perdonati. Oggi un santuario come il nostro, che conserva le spoglie di tre santi e due beati, è anche un «magnete» che attira non solo chi vuol pregare, ma anche il semplice curioso o visitatore di luoghi artistici; che accoglie non solo i torinesi ma anche gli ex-allievi che arrivano dall’altra parte del mondo. Dunque mi chiedo, lasciandomi illuminare da don Bosco, cosa può e deve offrire di significativo il santuario Basilica Maria Ausiliatrice alla città di Torino, innanzitutto, e ad ogni persona che entra in questo tempio, o meglio in questa «casa» come diceva don Bosco: «Hic Domus mea, inde gloria mea»? («Questa è la mia casa, da qui la mia gloria»).
Marina LOMUNNO