Cultura in Basilica: “LA SINDONE, una provocazione all’intelligenza” – quarta edizione del Simposio

CULTURA IN BASILICA
LA SINDONE: una provocazione all’intelligenza

Quarta edizione del Simposio
Festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce – 14 settembre
(in ricordo dell’Inaugurazione della Cripta, 1934)

Sabato 12 settembre 2026 – ore 20.30

Come è consuetudine da alcuni anni, nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino, il 14 settembre – o in una data prossima – si svolge il Simposio dedicato alla Sindone, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Poiché in questo anno 2026 il 14 settembre cade di lunedì, l’appuntamento viene anticipato a sabato 12 settembre alle ore 20.30.

La data del 14 settembre riveste un significato particolare per almeno tre motivi:

  1. È il giorno liturgico dell’Esaltazione della Santa Croce, alla quale è dedicata la Cripta della Basilica, che conserva due frammenti (cm 10×17) provenienti dal legno della Croce di Gesù, oggi collocati sull’altare principale.
  2. È l’anniversario dell’Inaugurazione della Cripta, avvenuta nel 1934, nota anche come Cappella delle Reliquie.
  3. Il 14 settembre 1578 è la data più attestata dell’arrivo della Sindone a Torino.

Il Simposio 2026 ha come tema generale: La Sindone: una provocazione all’intelligenza, espressione utilizzata da San Giovanni Paolo II durante la sua visita a Torino il 24 maggio 1998, e ancora oggi di grande attualità. Il Santo Papa ricordava inoltre che “la Chiesa affida agli scienziati il compito di continuare ad indagare per giungere a trovare risposte adeguate agli interrogativi connessi con questo Lenzuolo che, secondo la tradizione, avrebbe avvolto il corpo del nostro Redentore quando fu deposto dalla croce”.

In questa prospettiva avremo il piacere di ascoltare il Dott. Tristan Casabianca (Bastia in Corsica), ricercatore francese, le cui indagini sulla Sindone – pubblicate su riviste accademiche internazionali (Archaeometry, The Heythrop Journal, Theology and Science) – hanno portato a contestare la validità della datazione del carbonio 14 del 1988. È membro del Consiglio scientifico del Centre International d’Études sur le Linceul de Turin e del board della Shroud of Turin Education and Research Association (Stera, Inc.).

Il titolo del suo intervento sarà: Possiamo datare la Sindone? Le indagini scientifiche più recenti”.

Aprirà il Simposio la Prof.ssa Emanuela Marinelli (Roma), insignita della Medaglia d’Oro al Merito della Cultura Cattolica e autrice di numerosi volumi sulla Sindone, che offrirà una sintesi aggiornata del dibattito odierno. 

Concluderà la serata il Prof. Bruno Barberis (Torino), docente di Fisica Matematica all’Università di Torino e vicepresidente della Confraternita del SS. Sudario, condividendo una sua attesa valutazione conclusiva.

CULTURA E MUSICA IN BASILICA: sabato 27 giugno inaugurazione della mostra dedicata al 150° del settimanale diocesano “La Voce e il Tempo”

La Basilica Maria Ausiliatrice si prepara ad accogliere una serata di grande valore culturale e spirituale, pensata per mettere in dialogo memoria, attualità e bellezza.

Sabato 27 giugno alle ore 20.30 verrà inaugurata la mostra dedicata alla storia dei giornali diocesani La voce il Tempo“, “La Voce del Popolo” e “Il nostro tempo, un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo di vita ecclesiale e civile del territorio torinese.

A presentare la mostra saranno don Bruno Ferrero, Direttore del Bollettino Salesiano, e la dott.ssa Marina Lomunno, giornalista e caporedattore del settimanale diocesano La Voce e il Tempo. La serata prende ispirazione da un versetto del profeta Isaia: “Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie (Is 40,9).

È un invito rivolto al popolo in esilio, ma che risuona anche nel nostro presente: annunciare la liberazione, la salvezza, il bene possibile. In questa prospettiva si colloca la missione della stampa cattolica, chiamata a dare voce non solo alle difficoltà del nostro tempo, ma anche al tanto bene che germoglia nella nostra diocesi grazie alla sinergia delle realtà ecclesiali.

Come comunità salesiana di Valdocco, siamo lieti di ospitare questa mostra che esprime comunione con la Chiesa locale e desiderio di sostenere e valorizzare il cammino dei media cattolici.

Una mostra che attraversa la storia

L’esposizione, composta da 24 pannelli, mette a confronto 20 prime pagine storiche con i grandi temi che ancora oggi interrogano la società:

  • il rinnovamento della Chiesa e l’evangelizzazione
  • i travagli della democrazia
  • la crisi industriale
  • la guerra
  • la forza del volontariato

Le prime pagine selezionate – tra oltre 10.000 conservate negli archivi del Centro Giornali Cattolici – mostrano come le gioie e le paure dell’umanità, i sogni e le fatiche, ritornino nella storia con domande sempre attuali: che cosa conta davvero nella vita? La cronaca recente dialoga così con il passato, rivelando continuità, cicli, memorie che illuminano il presente.

Il recital pianistico del M° Matteo Buonanoce

A rendere ancora più preziosa la serata sarà il Recital Pianistico del M° Matteo Buonanoce, giovane talento che offrirà un momento musicale capace di aprire il cuore e predisporre all’ascolto. Un contributo artistico che si inserisce perfettamente nello spirito dell’iniziativa: la cultura come via per elevare lo sguardo e nutrire l’anima.

Date e orari della mostra

La mostra resterà esposta in Basilica da domenica 28 giugno a domenica 12 luglio 2026 ed è visitabile ogni giorno negli orari di apertura:

  • da lunedì a sabato: 6.30–13.00 e 14.00–19.00
  • domenica: 7.30–22.30 (orario continuato)

Un’occasione per scoprire, attraverso le pagine dei giornali, la storia viva della nostra diocesi e il cammino di una comunità che continua a “alzare la voce” per annunciare il bene.

Intervista al Card. Artime, 10° successore di don Bosco: “Con il Papa in Spagna, il richiamo alle radici cristiane” – La Voce e il Tempo

Si riporta di seguito l’intervista a cura di Marina Lomunno, per “La voce il Tempo”, durante l’incontro avvenuto il 13 giugno alla Basilica Maria Ausiliatrice.

Abbiamo incontrato il Card. Ángel Fernández Artime lo scorso sabato 13 giugno alla Basilica Maria Ausiliatrice, in occasione del 158° anniversario della consacrazione della Basilica per mano di don Bosco, all’indomani del ritorno dal viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna.

Il guasto dell’aereo, che ha fatto posticipare il rientro del Papa a Roma dalle isole Canarie, non ha modificato il programma del Cardinale, atteso a Valdocco per un convegno sulla vita consacrata a partire dal suo libro-intervista con il confratello don Giuseppe Costa, «Un futuro senza numeri e senza mura» (ed. San Paolo).

Artime, nato nelle Asturie da una famiglia di pescatori come ama sempre ricordare, è stato Rettor Maggiore dei salesiani per due mandati e papa Leone l’ha nominato, tra l’altro, Pro-prefetto per gli Istituti di Vita Consacrata.

Eminenza, tutto il mondo in questi giorni aveva gli occhi puntati sulla Spagna. Le parole forti pronunciate da Leone XIV sulla guerra, sulla vita che va difesa dalla nascita alla morte e contro i trafficanti di esseri umani sono risuonate su tutti i media. Qual è il significato di questa accoglienza corale?

Pensando alla Spagna che io conosco molto bene perché lì sono nato e non mi sono mai allontanato, anche se sono vissuto altrove e viaggiato molto, significa che c’è veramente un desiderio, una sete di ascoltare testimoni veri e di vivere valori che possano darci pace, armonia e serenità.

Credo di poter dire che tantissime persone della società civile spagnola aspettavano, giustamente, «aria fresca»: e così sono state le parole del Papa che ha parlato a partire dal Vangelo, ribadendo con grande convinzione, in ogni luogo che ha visitato, la centralità di Dio e di Cristo Gesù nella nostra vita. E lo ha detto richiamando la comunità dei cristiani alla coerenza: non ci si può dichiarare credenti e poi girarci dall’altra parte di fronte ai fratelli e alle sorelle che soffrono. Ma credo che nel mondo tutti, credenti e non, abbiamo sete di profondità, autenticità, interiorità: a maggior ragione coloro che riconoscono il dono della presenza di Dio.

Tutti siamo rimasti colpiti dalle folle e dai giovani che attendevano il Papa, in un Paese secolarizzato. Quale paese è la Spagna in cui lei è cresciuto rispetto a quello che ha incontrato in questi giorni?

Certamente la Spagna di oggi non è quella di 50 anni fa, quando io ero adolescente. Ma credo che non sia peggio di allora: semplicemente è cambiata in molti aspetti: si vivono ancora grandi valori ma ci sono anche tante carenze e fragilità. Così pure le nuove generazioni non hanno un unico «stile», ci sono tanti giovani e anche adulti che hanno sensibilità diverse. A questo riguardo ci tengo a sottolineare un aspetto del viaggio del Papa molto apprezzato: il rispetto. E sottolineo fortemente questa parola perché credo sia una linea guida per tutti noi. Non è possibile vivere in un conflitto permanente o, peggio, in un clima dove chi la pensa diversamente da me deve essere schiacciato o messo a tacere. Il rispetto con cui il Santo Padre si è accostato alle varie realtà che ha visitato – pur non tacendo il messaggio di Cristo – è un esempio per tutta l’Europa e anche per le prossime visite apostoliche.

Che effetto le ha fatto tornare nel suo Paese da cardinale al seguito del Papa?

Per il mio servizio alla Chiesa sono tornato più volte in questi anni in Spagna ma non è cambiato nulla da quando ero un «semplice salesiano». È innegabile che il Santo Padre mi abbia fatto un bellissimo dono invitandomi a partecipare al suo viaggio nel mio Paese ritenendo opportuno che, date le mie origini, sarei potuto essere utile ad accompagnare il gruppo che l’ha seguito: e l’ho ringraziato di cuore. Sono stato felicissimo di visitare la Spagna con il Papa, ero davvero a mio agio. Certo, poiché conosco come siamo noi spagnoli, forse ho colto qualche sfumatura che altri non hanno percepito parlando con la gente entusiasta e commossa soprattutto per la semplicità e l’affabilità di papa Leone.

Qual è stata la tappa del viaggio che più l’ha emozionata?

Tutti gli incontri sono stati ricchi e intensi, ma l’accoglienza di più di un milione e 200 mila persone arrivate a Madrid da tutto il Paese mi è sembrato un grido del bisogno di fede e di sete di Dio.
Allo stadio Bernabeu c’era una moltitudine, moltissimi giovani: quello stadio si riempie così soltanto alla finale dei Mondiali di calcio… È un segno che il mondo è alla ricerca di testimoni: la nostra gente, anche quella più lontana dalle nostre chiese, ha bisogno di trovare sacerdoti, religiosi e religiose che nella loro semplicità vivano felici la loro scelta di vita. Se sei salesiano, per esempio, i giovani che ti incrociano nei cortili dell’oratorio devono avere la sensazione di incontrare una persona felice: allora saremo contagiosi e la gente tornerà a cercare risposte di senso nella fede come è accaduto in questi giorni in Spagna. E poi l’intervento del Santo Padre nel Congresso dei Deputati, un momento di grande altezza intellettuale e umana. Come spagnolo ringrazio che sia stato concesso al Papa di parlare come capo di stato, ma anche Vescovo di Roma e della Chiesa Universale: i sette minuti di applausi sono stati più eloquenti dei discorsi. Ma soprattutto mi
hanno colpito gli incontri con i migranti, con le perso- ne scartate come nella visita al carcere di Barcellona. Il Papa ha ascoltato la supplica dei più sofferenti del mondo e li ha consolati.

E le parole più significative che si è portato a casa?

Eravamo a Tenerife ad incontrare i migranti che sbarcano nelle isole Canarie alla ricerca del futuro negato nel loro Paese. Mentre aspettavamo il Papa ho voluto raggiungere alcuni ragazzi venuti dall’Africa sui barconi. Sono stati i 20 minuti più preziosi di tutto il viaggio così come lo sono state le parole ferme del Papa ai trafficanti di uomini e donne: «Fermatevi, convertitevi: per ogni vita perduta ne risponderete a Dio». Non sappiamo se lo faranno, la conversone dei cuori la conosce soltanto Dio. Ma il grido che Leone ha lanciato a nome dell’umanità e della Chiesa non lo dimenticherò mai.

Anche in Spagna abbiamo visto papa Leone prendere in braccio i bambini, accarezzare i malati, inginocchiarsi davanti alla sofferenza e alla fragilità…

È un tratto di umanità che sorprende tutti e mette in evidenza la personalità del Santo Padre, dove tra tante caratteristiche, emerge profonda fede e interiorità, grande serenità e lungimiranza: una semplicità bella che esprime il suo desiderio dell’incontro personale soprattutto con i più piccoli e i più bisognosi di conforto.

Ha conosciuto e collaborato con papa Francesco già quando Bergoglio era Arcivescovo di Buenos Aires e lei superiore dell’Ispettoria Salesiana dell’Argentina Sud. Ora è uno stretto collaboratore di papa Prevost: cosa accomuna i due Pontificati?

Collaboratore è una parola grossa: io presto solo il mio servizio quotidiano nella Santa Sede in un Dicastero e in altri uffici, tutti siamo servi inutili. La sensazione che abbiamo noi che viviamo vicino a papa Leone è che segue nel suo cuore le ispirazioni che Dio gli suggerisce, come ha fatto papa Francesco. Per me la parola che più definisce questo cammino di Chiesa, il cammino del Pontificato, è «comunione» certamente sempre in continuità sebbene nella diversità dei singoli Papi.

Sia Francesco, gesuita, che Leone, agostiniano, sono religiosi. Quanto della vita religiosa, lei salesiano, riscontra in questi due Papi?

Tutti i Papi sono pastori della Chiesa universale e hanno un cuore dove tutti noi troviamo il nostro rifugio. Certamente la sensibilità dei Papi religiosi consente di avere un occhio attento anche ai consacrati che sono parte della Chiesa. Ed è un dono perché ci permette di sentirci tutti – laici, laiche, consacrati, consacrate, sacerdoti diocesani – Chiesa che fa un pellegrinaggio in questo momento della storia. E il Papa, pastore della Chiesa universale, ci guida nel cammino.

Quale messaggio papa Leone lancia all’Europa dalla Spagna?

Credo che tutto quello che il Papa ha detto in Spagna valga per tutta l’Europa. In particolare il richiamo alla comunione, all’ascolto, al mutuo rispetto, al ritorno ad una società dei grandi valori, a non avere paura delle nostre radici cristiane. Credo che l’Europa abbia una parola significativa da dire al mondo se si muove nella giustizia, nella solidarietà e nei grandi valori che l’hanno costruita. Perdere tutto questo significa fare soltanto accordi economici. E l’Europa non è stata fondata per questo.

Si segnala inoltre l’articolo apparso su “Avvenire”, sempre a cura di Marina Lomunno:

“Un futuro senza numeri e senza mura”: incontro con Sua Em. Card. Ángel Fernández Artime

La Basilica Maria Ausiliatrice è lieta di presentare un incontro con Sua Em. il Card. Ángel Fernández Artime, Pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e Legato Pontificio per le Basiliche Papali di Assisi.

L’incontro, sabato 13 giugno alle ore 11.00, verterà sulla presentazione del suo ultimo libro-intervista a cura di don Giuseppe Costa dal titolo: “Un futuro senza numeri e senza mura” (edizioni San Paolo).

Sua Em. il Card. Ángel Fernández Artime si rende disponibile anche per rispondere a delle possibili domande.

Omaggio musicale a Maria Ausiliatrice del Liceo Cavour di Torino

Parte del fitto programma di celebrazioni del mese dell’Ausiliatrice di maggio 2026, la Basilica Maria Ausiliatrice presenta un omaggio musicale a Maria Ausiliatrice con i giovani del coro del Liceo Cavour di Torino, che eseguiranno un concerto sabato 30 maggio 2026 alle ore 21.00.

Ingresso libero.

Festa di Maria Ausiliatrice 2026: 23-24-25 maggio

La Basilica Maria Ausiliatrice si prepara a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno: la Solennità di Pentecoste e la Festa di Maria Ausiliatrice 2026, tre giorni di preghiera, celebrazioni e tradizione che richiamano a Valdocco migliaia di fedeli da tutta Italia e dal mondo salesiano.

“Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e Maria riuniti nel cenacolo

[cf At 1,14]

Sabato 23 maggio – La Vigilia: una notte con Maria

  • S. Messe: 07:00 – 08:00 – 09:00 – 10:00
  • 15:00 – Omaggio floreale degli arcangeli Gabriele e Michele alla Madonna: Vigili del Fuoco di Torino
  • 17:00 – Rosario animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, presiede il Rettore don Michele Viviano
  • 18:00 – Messa vespertina presieduta dal Vescovo Mons. Alessandro Giraudo e accompagnata dalla Corale della Basilica

Dalle 19:00 alle 07:00, la Basilica rimarrà aperta per la tradizionale “12 Ore con Maria”, una maratona notturna di preghiera allo Spirito Santo che coinvolge gruppi, volontari e realtà del mondo salesiano:

  • 19:00 – Primi Vespri presieduti da don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani
  • 19:30 – Rosario animato dai cantori e i volontari della Basilica; Violino M° Lusia Tonon
  • 20:15 – Inaugurazione della visita virtuale della Basilica
  • 20:30 – Preghiamo con Maria, con letture e musica d’arpa
  • 21:30 – Liturgia Penitenziale e Ufficio delle Letture, animati dai novizi di Castelnuovo Don Bosco
  • 24:00 – Messa di mezzanotte presieduta da don Giuliano Palizzi
  • 01:00–07:00 – Adorazione notturna, guidata a turni da FMA, GAM e MGS

Una notte intensa, vissuta nella luce della preghiera e nella custodia silenziosa della Basilica aperta fino all’alba.

Domenica 24 maggio – Solennità di Pentecoste e Festa di Maria Ausiliatrice

La domenica si apre con un ricco programma di celebrazioni, animate da presenze significative della Chiesa e della Famiglia Salesiana.

Celebrazioni del mattino:

  • 07:00 – Messa presieduta da P. Carmine Arice, Padre generale del Cottolengo.
  • 08:00 – Messa presieduta da don Giorgio Garrone, Rettore del Seminario Maggiore di Torino.
  • 09:30 – Messa presieduta da don Leonardo Mancini, Superiore dei Salesiani ICP (in diretta su Rete 7).
  • 11:00 – Solenne Messa presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, con la Corale della Basilica.

Pomeriggio di festa e preghiera:

  • 15:00 – Benedizione dei ragazzi con don Guido Dutto.
  • 16:00 – Adorazione e Secondi Vespri presieduti da don Manolo Jiménez.
  • 17:00 – Messa presieduta da Mons. Enrico Dal Covolo.
  • 18:30 – Messa dei giovani del MGS, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese.

La Processione di Maria Ausiliatrice – ore 20:30

Il momento più atteso: la grande Processione di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Cardinale Roberto Repole, con la presenza del Rettor Maggiore don Fabio Attard.

Il Carro dell’Ausiliatrice, portato dai gruppi parrocchiali e dai Cooperatori Salesiani, attraverserà le vie storiche di Valdocco. Al rientro, la Messa conclusiva sarà presieduta dal Rettore della Consolata.

La diretta TV su Rete 7 accompagnerà i fedeli dalle 17:00 alle 23:00.

Lunedì 25 maggio – Festa Liturgica di Maria Ausiliatrice

La festa prosegue con le Messe alle 07:00 – 08:00 – 09:00 – 10:00 – 17:00 – 18:30.

Alle 20:30, il Santo Rosario in Piazza Maria Ausiliatrice riunirà la comunità parrocchiale per un momento di preghiera semplice e partecipato.

Conclusione del Mese Mariano

  • Venerdì 29 maggio – ore 20:30 Rosario con le fiaccole nei cortili di Valdocco.
  • Sabato 30 maggio – ore 21:00 Concerto a Maria a cura del Liceo Cavour di Torino.

Mostre aperte al pubblico

  • Museo Casa Don Bosco – 22 maggio / 12 luglio 2026 Don Bosco: dalle biografie al fumetto
  • Hall dei Salesiani Maria Ausiliatrice – 10 / 24 maggio 2026 Chiamati due volte: i martiri di Algeri

Maggio 2026 in Basilica e tre sabati sera al femminile per il mese con l’Ausiliatrice

Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e Maria riuniti nel cenacolo.

(cf At 1,14)

In occasione del mese con l’Ausiliatrice di maggio 2026 torna l’appuntamento dei tre sabati sera al femminile: la testimonianza su Maria, Madre della Chiesa, di tre donne significative del Vaticano.

Appuntamenti

Sabato 2 maggio | ore 20.30
  • Sr Simona Brambilla M.C., Prefetta del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica
  • Presenta la dott.ssa Marina Lomunno, giornalista e caporedattore del settimanale della Diocesi di Torino “La Voce e il Tempo
  • Coro femminile dell’Associazione di Maria Ausiliatrice
Sabato 9 maggio | ore 20.30
  • Sr. Raffaella Petrini F.S.E., Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano
  • Presenta la dott.ssa Federica Bello, direttrice del settimanale diocesano di Susa “La Valsusa
  • Coro femminile della Corale della Basilica Maria Ausiliatrice
Sabato 16 maggio | ore 20.30
  • Sr Yvonne Reungoat F.M.A., membro del Dicastero per i Vescovi, già superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice
  • Presenta la dott.ssa Lara Reale, giornalista e responsabile dei siti diocesani di Torino e Susa
  • Coro delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Ma non finisce qui! In occasione del mese con l’Ausiliatrice sono previsti tanti appuntamenti dedicati alla nostra Madre della Chiesa, a partire dalla Novena di preghiera con Maria Ausiliatrice, la Solennità di Pentecoste e il culmine con la grande Festa di Maria Ausiliatrice.

Nel volantino di seguito il dettaglio di tutti gli appuntamenti:

Un “Concerto dal profumo di Santità” in onore di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati

La Basilica di Maria Ausiliatrice ospiterà, venerdì 17 aprile 2026 alle ore 20.30, un appuntamento musicale dal forte valore spirituale: il Concerto dal profumo di Santità eseguito dalla Corale Giubilate di Brandizzo.

L’iniziativa nasce come omaggio a San Carlo Acutis, di cui per l’occasione sarà possibile venerare la reliquia esposta in Basilica, e a San Pier Giorgio Frassati, due giovani testimoni che hanno illuminato la Chiesa con la loro fede semplice, concreta e contagiosa.

L’ingresso è gratuito e aperto a tutta la comunità.

Esposizione della reliquia di San Carlo Acutis

Dal 17 al 19 aprile 2026 la Basilica Maria Ausiliatrice accoglierà un evento di particolare intensità spirituale: l’esposizione della reliquia di San Carlo Acutis, il giovane che ha saputo testimoniare la bellezza della fede attraverso la vita quotidiana e il suo straordinario apostolato digitale.

La reliquia, proveniente da Assisi, sarà accolta nella serata di venerdì 17 aprile. A seguire, la Corale Giubilate di Brandizzo (TO) offrirà il Concerto dal profumo di Santità, un momento artistico che aprirà ufficialmente i giorni di venerazione.

Il cuore dell’iniziativa sarà la Veglia di Preghiera del Movimento Giovanile Salesiano, in programma sabato 18 aprile alle ore 21.00. La catechesi sarà guidata da Fra Rosario Gugliotta, frate minore di Assisi, che aiuterà i giovani a riscoprire la figura di Carlo Acutis come modello di gioia, autenticità e amicizia con Gesù Eucaristia.

A fare da cornice all’intero evento, da sabato 11 a domenica 19 aprile, sarà esposta la mostra sui miracoli eucaristici ideata da San Carlo Acutis come forma di apostolato, convinto che “l’Eucaristia è l’autostrada per il Cielo”.

Il programma completo è disponibile nel volantino ufficiale:

Musica in Basilica per la Solennità di San Giuseppe

In occasione della Solennità di San Giuseppe, la Basilica di Maria Ausiliatrice propone una serata speciale per tutti i papà dedicata alla musica e alla gratitudine.

Il 19 marzo 2026, alle 20.30, il Maestro Maurizio Palazzo, Salesiano Sacerdote, offrirà un concerto per organo pensato proprio in onore dei papà.

Programma

Il concerto proporrà un viaggio attraverso epoche e stili diversi, con brani di grandi autori della tradizione organistica:

  • Frescobaldi
  • Vivaldi
  • Bach
  • Brahms
  • Mulet
  • Bougeat
  • Reger

L’ingresso è libero. È disponibile un parcheggio non custodito con accesso da via Sassari 28 – Torino.