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Articolo a cura di Maria Teresa Martinengo
Il sogno di don Bosco è realtà da 150 anni
Dove tutto è nato, tra benefattori, debiti e guarigioni prodigiose, fino alla diffusione globale
Per costruire la Basilica di Maria Ausiliatrice, don Bosco si prodigò in ogni possibile modo. Debiti, tanti, richieste a personalità laiche ed ecclesiastiche, una grande lotteria, mentre la Madonna aumentava le «grazie» a chi aveva fatto offerte per la sua casa torinese. Guarigioni straordinarie di cui si diffonde la fama… Con un’attività frenetica difficilmente immaginabile oggi tra viaggi, lettere, visite, contatti di ogni tipo, arriva il 9 giugno 1868, 150 anni fa, il giorno – straordinario – della consacrazione. Le cronache raccontano un don Bosco che, per tutto il giorno, circondato da una folla di benefattori ed amici, commosso, non fa altro che lodare la Madonna. Il suo sogno «impossibile» è realtà.
Tempi tristi
Stamane alle 10, con mezz’ora di anticipo sull’ora di apertura delle porte ai fedeli 150 anni fa, inizierà la solenne celebrazione dell’anniversario presieduta dall’arcivescovo di Norcia-Spoleto, monsignor Renato Boccardo, invitato nel ricordo del suo predecessore ottocentesco che suggerì a don Bosco, in relazione a fatti prodigiosi avvenuti a Spoleto, legati ad una effigie mariana (Auxilium Christianorum), di intitolare la basilica a Maria Ausiliatrice. «I tempi sono così tristi che abbiamo bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare la fede cristiana», aveva detto monsignor Arnaldi.
La Messa, in mondovisione su Telepace e in streaming su www.missionidonbosco.org, raggiungerà i salesiani e tutti coloro che in 133 Paesi del mondo (l’ultima scuola è stata aperta in Malesia) conoscono e vivono l’opera di don Bosco, partita da Valdocco, dalla basilica con ogni probabilità più nota e amata al mondo dopo San Pietro.
Qui è nato tutto
«Questa è la casa madre dei Salesiani e di tutti coloro che hanno incontrato il carisma di don Bosco: qui è nato tutto e ogni giorno da ogni parte del mondo arrivano persone che guardando don Bosco e l’Ausiliatrice vivono momenti di profonda commozione – racconta don Guido Errico, direttore della comunità di Valdocco -. Per la città, Maria Ausiliatrice è punto di riferimento, la devozione coinvolge giovani, anziani, fedeli che vivono un cammino di crescita, ragazzi che si interrogano sul proprio percorso di vita, giovani coppie, ex allievi». Tra l’immensa chiesa, le stanze, i cortili si ripercorre l’itinerario di don Bosco. «In occasione del 2015, 200° della nascita del nostro fondatore, quando abbiamo accolto Papa Francesco, e per il 150°, sono stati fatti imponenti lavori di restauro». Oggi la basilica è perfetta, come l’aveva sognata don Bosco.
Valdocco si rinnova: Comunicazioni straordinarie sulle visite e l’accoglienza
Per più di un anno, a causa di alcuni interventi strutturali, non si potrà accedere ad alcuni ambienti ordinariamente destinati alla visita della Casa Madre dei Salesiani: Valdocco.
A partire dal 30 novembre 2018, saranno chiusi al pubblico:
Pertanto sarà necessario che i gruppi di visitatori comunichino preventivamente il loro arrivo – mediante l’apposito form online (clicca qui per il form) – fornendo indicazioni precise riguardo la propria permanenza.
L’accoglienza dei pellegrini e il percorso di visita guidata saranno soggetti a necessari cambiamenti che saranno coordinati per evitare spiacevoli disagi. La Comunità Maria Ausiliatrice, nonostante tali variazioni, provvederà ad offrire ai visitatori:
N.B. Non sarà possibile usufruire dei porticati per consumare i pranzi al sacco.
Si segnala, qui di seguito, la lettera della Comunità Maria Ausiliatrice con le comunicazioni straordinarie sulle visite e l’accoglienza.