Si riporta l’articolo di Marina Lomunno pubblicato su La Voce e il Tempo in merito alla 150° Spedizione Missionaria tenutasi a Valdocco domenica 29 settembre.
CON IL RETTOR MAGGIORE – 150a SPEDIZIONE MISSIONARIA, IL MANDATO A 36 SALESIANI E 12 FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE
Da Valdocco ai cinque continenti
Il tradizionale appuntamento che ogni anno riunisce la famiglia salesiana nella Casa madre per dare il via all’ottobre missionario con l’invio dei fi gli e delle figlie di don Bosco nei Paesi più poveri del mondo, quest’anno è stato speciale: «Harambee 2019», in lingua swahili «raduno festoso», è caduto nell’anniversario della 150a spedizione missionaria salesiana: era l’11 novembre 1875 quando nella Basilica di Maria Ausiliatrice don Giovanni Bosco benediceva i «suoi» primi 5 missionari, guidati da don Giovanni Cagliero, primo vescovo e cardinale salesiano, con destinazione la Patagonia.
E domenica 29 settembre, il 10° successore di san Giovanni Bosco, il Rettor maggiore don Ángel Fernández Artime, durante la solenne concelebrazione in Basilica, ha consegnato la croce missionaria a 36 salesiani (4 europei, 12 africani, 16 asiatici) in partenza per i Paesi dove c’è più necessità di educazione e del sistema preventivo di don Bosco.
Tunisia, Kosovo, Venezuela, Medio Oriente, Turchia, Mongolia e Papua Nuova Guinea, alcune delle destinazioni dei missionari che si aggiungono ai 9.523 inviati nelle 150 spedizioni a partire dalla prima «inaugurata» da don Bosco. Ha ricevuto la croce anche il vescovo emerito di Neuquén (Patagonia) mons.
Marcelo Angiolo Melani, 81 anni, che dopo una vita da missionario si è messo a disposizione «laddove c’è bisogno» – ha spiegato don Artime durante l’omelia:
«partirà per il Perù amazzonico, alla vigilia del Sinodo straordinario convocato da Papa Francesco».
Accanto al Rettor Maggiore, anche madre Yvonne Reungoat, madre generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che ha consegnato la croce a 12 consorelle in partenza per le missioni: una festa di famiglia che si rinnova ogni anno da quando il sogno di don Bosco ha iniziato a realizzarsi nelle periferie torinesi e che «oggi, sebbene il mondo sia cambiato, non ha mai smesso di dare frutti» ha sottolineato il Rettore, ricordando le 132 nazioni dove sono presenti i salesiani oggi.
«Noi siamo una congregazione il cui carisma ha al centro l’educazione e l’evangelizzazione soprattutto dei giovani più poveri per questo siamo una congregazione missionaria che, in linea con la parola profetica di Papa Francesco, continua ad inviare i fi gli nelle periferie del mondo».
A sottolineare il traguardo della 150a spedizione, il Rettor Maggiore ha anche inaugurato a Valdocco il museo Etnografico missioni don Bosco in cui sono esposti gli oggetti della vita quotidiana deli popoli che i salesiani hanno incontrato in un secolo e mezzo di evangelizzazione nei 5 continenti.

Il progetto “Casa Don Bosco”: un nuovo spazio che sarà inaugurato nel 2020 – Giampietro Pettenon
Aspettando la realizzazione del progetto “Casa Don Bosco” che sta prendendo forma giorno dopo giorno nel cuore pulsante salesiano di Valdocco (che sarà inaugurato nel 2020), si riporta il video-intervista di Giampietro Pettenon – Presidente di Missioni Don Bosco – realizzato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS lo scorso 24 maggio e l’articolo correlato pubblicato oggi.
(ANS – Roma) – Era lo scorso 24 maggio, giorno della Festa di Maria Ausiliatrice, quando Giampietro Pettenon, presidente di Missioni Don Bosco, spiegava ad ANS il progetto “Casa Don Bosco”, un nuovo spazio che sarà inaugurato nel 2020.
I pellegrini arrivati a Valdocco lo scorso 24 maggio avranno notato senza dubbio il grande cantiere, che interessa le camerette e tutto l’edificio di Casa Pinardi, compresa la chiesa di San Francesco.
Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, infatti, seguendo la richiesta del Capitolo Generale 27, con l’intenzione di valorizzare adeguatamente i luoghi storici salesiani, ha preso personalmente l’impegno di costruire un nuovo museo, appunto “Casa Don Bosco”. Sorgerà proprio nel luogo e negli edifici che lo stesso Don Bosco aveva costruito per accogliere i ragazzi a Valdocco. Una parte del museo sarà aperta durante il CG28, mentre gli altri ambienti saranno resi fruibili nel corso del 2020. L’apertura del nuovo museo rappresenta un’occasione unica per riscoprire la storia salesiana, riscoprendo i luoghi nei quali ha vissuto e lavorato Don Bosco.
Il recupero di questi nuovi spazi viene raccontato in due video, nei quali il sig. Pettenon non solo illustra il progetto, ma porta lo spettatore fin dentro il cantiere, dove gli operai stanno lavorando per riportare presto alla luce questi luoghi, fondamentali per le nostre radici salesiane. Durante i lavori, iniziati nel maggio di quest’anno, gli operai hanno scoperto un seminterrato realizzato da Don Bosco, insieme ai salesiani e ai giovani. Nei video, il sig. Pettenon ci mostra gli elementi rimasti intatti, come il forno, il pozzo, la vecchia carrucola e persino la scala che collegava il seminterrato al piano degli abbaini, dove c’erano le camerette, e che veniva quotidiniamente percorsa da Don Bosco, da Mamma Margherita, da Don Rua e da San Domenico Savio.
Con l’apertura di questo cantiere, quindi, è rivenuta alla luce la storia salesiana e sono stati riscoperti i luoghi della quotidianità di Don Bosco. Si tratta, chiaramente, di una scoperta importantissima per i salesiani e la Famiglia Salesiana di tutto il mondo.
I video che spiegano il progetto “Casa Don Bosco” saranno due, entrambi presentati dal sig. Pettenon. A questi se ne aggiungerà un terzo, che sarà incentrato invece sul Colle Don Bosco. Il primo video è già disponibile in 6 lingue su ANSChannel che, come già ricordato, è stato rinnovato. I video saranno infatti caricati nei diversi canali, suddivisi per lingua, così da poter facilitare l’utente a reperire i materiali audiovisivi nella lingua che preferisce.