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Preghiera in diretta per l’anniversario della morte di Mamma Margherita

Nell’anniversario della morte di Mamma Margherita, i centri locali dei salesiani cooperatori di Valdocco, trasmetteranno un momento di preghiera sul canale YouTube Valdocco Mamma Margherita Centro Locale ASSCC il 25 Novembre alle ore 21, per ringraziare Dio del dono della mamma di Don Bosco e dei giovani del primo oratorio.

“… L’avete fatto a me” è la pagina di Vangelo scelta come tema della serata, una pagina che Mamma Margherita, nella semplicità della sua vita, ha vissuto a Valdocco.  I Misteri della vita di Mamma Margherita saranno animati dai giovani che frequentano le scuole e gli oratori salesiani, per testimoniare come i valori di Mamma Margherita sono stati ereditati e mantenuti vivi oggi.

Le Postulanti FMA, i Novizi SDB e i Salesiani Cooperatori guideranno i momenti di preghiera. Non mancherà l’accompagnamento musicale del coro della Basilica. Le riprese a Valdocco e nella nuova Casa Don Bosco faranno assaporare la santità dei luoghi.

La celebrazione, grazie alla varietà dei gruppi coinvolti, sarà un momento di Famiglia Salesiana, per maturare nell’affidamento di tante intenzioni di preghiera all’intercessione della Venerabile Margherita Occhiena.

Di seguito i link per seguire la diretta dai canali facebook e youtube dedicati a Mamma Margherita:

 

Casa don Bosco resta aperta on line come museo virtuale

Si riporta la notizia pubblicata dall’Avvenire sull’iniziativa del museoCasa di don Bosco‘ che decide di aprire le sue porte virtuali per essere visitato Online.

Di seguito il testo completo della notizia pubblicata il 14 novembre su Avvenire, edizione cartacea e Online.

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Articolo di Marina Lomunno

«Benvenuti a Valdocco, culla del carisma salesiano. Qui don Bosco e sua mamma Margherita hanno accolto i primi ragazzi di strada, i primi orfani. Qui siamo nati noi, salesiani di don Bosco. Sono sicuro che questa casa ti racconterà il grande dono che è don Bosco per i giovani e per la famiglia salesiana di tutto il mondo». Sono le parole di don Ángel Fernández Artime, rettor maggiore e decimo successore del santo dei giovani che accolgono i visitatori del nuovo Museo aperto al pubblico nella Casa Madre dei salesiani, con accesso dal cortile interno della Basilica di Maria Ausiliatrice, lo scorso 4 ottobre ma momentaneamente chiuso a causa dell’emergenza Covid.

A tagliare il nastro con le autorità (lo spazio espositivo ha il patrocinio della Regione Piemonte e della città di Torino) è stato il rettor maggiore stesso che ha sottolineato come già il nome dato al Museo “Casa don Bosco” indichi lo spirito con cui si è pensato. E cioè, in 4mila metri quadrati, tre piani e 27 spazi espositivi, si vuole condurre il visitatore dai luoghi della prima comunità dell’oratorio inventato da don Bosco, spazi poveri e semplici come il refettorio dove mangiavano i primi ragazzi, alle camerette del santo, al lungo corridoio dove passeggiava confessando i suoi giovani, fino alle testimonianze provenienti da tutto il mondo dell’avventura educativa che oggi ha raggiunto i ragazzi “discoli e pericolanti” in 133 nazioni dei 5 continenti, come ha sottolineato don Cristian Besso museologo di Casa don Bosco. «Ciò che desideriamo trasmettere a chi entra nel Museo – evidenzia don Guido Errico, rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice – è il senso della comunità che ha creato attorno a sè don Bosco, con un piccolo nucleo di ragazzi poveri e orfani che vivevano qui giorno e notte, di una famiglia che oggi è diventata una “multinazionale educativa” con 14mila salesiani sparsi per il mondo, 30 santi e venerabili che perpetuano il sistema preventivo casa-scuola- mestiere ed educazione alla fede ma che non ha perso il senso delle origini: pastorale giovanile per i giovani più bisognosi, pastorale missionaria, devozione a Maria, pilastro del carisma salesiano».

Mamma e insegnante, una laurea in Storia dell’arte e una specializzazione in Museologia, Stefania De Vita è la direttrice del Museo che ha coordinato l’allestimento durato due anni catalogando migliaia di pezzi, «dagli oggetti personali di don Bosco a un affresco del ’300, ai paramenti dei primi collaboratori del santo, uno per tutti Michele Rua, dalle pietre che i ragazzi raccoglievano nei fiumi cittadini, il Po e la Dora, e portavano a Valdocco per costruire l’oratorio: il materiale espositivo è talmente ricco che ci sono due archivi a disposizione e i “pezzi” che non sono ancora visibili, nonostante l’ampiezza della superfice a disposizione, ruoteranno periodicamente nelle teche delle sezioni del Museo». Insomma La Casa don Bosco non si può raccontare bisogna viverla perché qui si respira il miracolo della vita di un santo contadino che, partito con la mamma dalle colline alla porte di Torino, ha saputo realizzare un sogno: dare speranza alla gioventù derelitta della Torino dell’Ottocento, conclude don Leonardo Mancini, ispettore dei salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta: «Riscoprire le nostre origini percorrendo queste sale dove è nata la famiglia salesiana ci fa riscoprire l’idea di famiglia che ha spinto don Bosco a fondare la congregazione per dare di più ai ragazzi che hanno avuto di meno. Questi muri ci ammoniscono che questa continua ad essere la nostra missione». «Purtroppo a causa della recrudescenza dell’epidemia che con l’ultimo Dpcm ha decretato il Piemonte Zona rossa da venerdì 6 novembre il Museo è chiuso – conclude don Errico – ma in un mese di apertura abbiamo staccato ben 1.600 biglietti e avevamo già molte altre prenotazioni. Speriamo che la Pandemia si affievolisca e che nel periodo natalizio “Casa don Bosco” possa riaprire».

Per il momento sul sito www.museocasadonbosco.it si può entrare nel Museo virtualmente: quando sarà possibile la visita, gratuita e se si desidera guidata dai volontari, occorrerà prenotarsi alla mail: info@museocasadonbosco.

L’oratorio: intervista a don Alberto Martelli

Dopo i mesi di lockdown, molte attività oratoriali hanno ripreso a pieno ritmo per il periodo estivo con nuove attività e un nuovo stile.

Anche nel cuore salesiano di Valdocco è ripartito l’oratorio, con alcune novità per far vivere al meglio l’estate a bambini e ragazzi.

È un bene per i ragazzi perché sentono questo posto come una seconda casa, come un posto in cui incontrarsi come davvero il cortile in cui stare con gli amici per formarsi e per crescere e non è sostituibile da nient’altro, ma non perché qui ci siano delle cose speciali ma perché qui c’è un clima, una relazione, una famiglia.

Don Alberto Martelli

Si riporta di seguito l’intervista realizzata nel cortile dell’oratorio di Valdocco a don Alberto Martelli, Direttore salesiano presso la Comunità di Torino-Valdocco San Francesco di Sales e Direttore della Scuola Media Valdocco, il quale ha approfondito alcune tematiche educative legate all’Oratorio.

La scuola: intervista a don Alberto Martelli

La “scuola“: un luogo non soltanto dedito all’insegnamento, ma anche un luogo di legami, relazioni, affetti. Nel periodo di lockdown, la scuola ha dovuto fare i conti con un nuovo approccio, legato alla didattica a distanza, con riflessi anche sulla relazione tra insegnanti e ragazzi.

Si riporta di seguito l’intervista realizzata nella giornata di ieri presso il cortile di Valdocco a don Alberto Martelli, Direttore salesiano presso la Comunità di Torino-Valdocco San Francesco di Sales e Direttore della Scuola Media Valdocco, il quale ha approfondito il tema della scuola partendo dal tratto pedagogico di Don Bosco.

Tra gli argomenti trattati: la Solennità del Sacro Cuore di Gesù legata al tratto della pedagogia di Don Bosco, “la carne di una verità di amore che diventa la vita di qualcuno“, ovvero “l’amorevolezza” secondo Don Bosco; come si traduce a livello educavo l’amorevolezza in un ambiente come quello della scuola; “l’esperienza Valdocco” come esperienza di reti, relazioni e insegnamenti; il ruolo dell’insegnante: non semplicemente dietro alla cattedra ma capace di stare a fianco al ragazzo che cresce; come viene valutato un insegnante, le caratteristiche che deve possedere; l’affetto come motore che può aprire la mente alla materia; come è stata tradotta la presenza dell’insegnante nei confronti dei ragazzi in questo periodo particolare; le difficoltà le sfide che insegnati, ragazzi e famiglie hanno dovuto affrontare con la didattica a distanza nel periodo di lockdown; gli sviluppi futuri.

La Famiglia Salesiana: intervista a don Michele Molinar

Sono numerosi i gruppi facenti parte della Famiglia Salesiana di Don Bosco, la comunità carismatica e spirituale formata dalle istituzioni sorte per iniziativa di Don Bosco e dei suoi figli e figlie, oggi riuniti sotto tale titolo per la salvezza dei giovani e delle classi popolari. Oggi la Famiglia Salesiana conta 32 gruppi.

Si riporta di seguito l’intervista realizzata nella giornata di ieri, martedì 16 giugno, nel cortile di Valdocco, a don Michele Molinar, Vicario Ispettoriale dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, il quale ha approfondito le caratteristiche e le specificità di alcuni gruppi della Famiglia Salesiana, come gli Exallievi e i Salesiani Cooperatori, alla luce del carisma Salesiano.

La Famiglia Salesiana è il frutto nato da Don Bosco e dai doni dello Spirito Santo. 

Tra gli argomenti trattati: cosa ha colpito Don Bosco della figura di San Francesco di Sales e in particolare del suo temperamento “impetuoso” ma allo stesso tempo caratterizzato dalla dolcezza e la relazioni con i giovani; il gruppo degli Exallievi come movimento più ampio della Famiglia Salesiana, nato spontaneamente nel 1870 dal riconoscimento di quanto ricevuto nel passare da una Casa Salesiana, sia essa la scuola o l’oratorio; le sfide attuali (in questo tempo particolare) per gli Exallievi  nell’ambito sociale ed educativo; la chiamata al progetto di vita apostolica dei Salesiani Cooperatori; le sfide attuali (sociali  ed educative) per i Cooperatori anche sulla propria formazione rispetto al carisma Salesiano; le specificità che nel corso del tempo hanno avvicinato e coinvolto numerose persone ad entrare all’interno della Famiglia Salesiana, come ad esempio il vivere una “fede gioiosa“, capace di contagiare i ragazzi, i quali  a loro volta hanno bisogno di fondamenta e certezze vissute con uno stile sorridente e corresponsabilizzante.

23 maggio 1920 – 2020: cento anni dall’inaugurazione del monumento a Don Bosco

Domani, 23 maggio 2020, si festeggeranno i 100 anni del monumento a Don Bosco che si trova nel piazzale davanti alla Basilica Maria Ausiliatrice di Torino, Valdocco. Il 1° settembre 1911, in occasione del Congresso Internazionale degli Exallievi si concretizzò l’idea di erigere un monumento dedicato al “Santo dei giovani”, Don Bosco. L’inaugurazione ufficiale avvenne qualche anno più tardi, a causa della Prima Guerra Mondiale, il 23 maggio 1920, alla vigilia della festa di Maria Ausiliatrice e della solennità di Pentecoste.

 

Si riporta di seguito un estratto dell’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito alla ricorrenza del monumento.

Il monumento si compone di una piramide tronca e da due ali laterali che formano una sorta di altare, ed è costituito in bronzo, per la statua del santo e dei ragazzi, e per i bassorilievi, e in granito porfidico della Val Camonica per il basamento. Complessivamente, il blocco artistico misura 11,25 metri di lunghezza, per 15,65 di larghezza, ed è alto 6,50 metri.

In cima e al centro della piramide è collocato il gruppo principale costituito dalla figura del santo, circondato da 4 fanciulli; alla base della scalinata, in asse con questo, si trova il gruppo dell’“Umanità chinata al bacio della Croce” nelle vesti di una donna velata che offre a un uomo il crocifisso da baciare.

Le ali laterali sono utilizzate per rappresentare le maggiori devozioni di Don Bosco: a destra, si trova la “devozione alla SS. Eucaristia” rappresentata da un robusto operaio in adorazione, innanzi al quale una donna prega e una madre esprime la tenerezza della maternità cristiana; sulla sinistra la “devozione alla Vergine Ausiliatrice” dove un fiero indio si prostra a Maria Ausiliatrice, cui due vergini devote recano fiori.

Tutt’intorno alla piramide corre un festone con un motivo ornamentale di frutta esotica, che richiama il tema dei tre altorilievi collocati sul retro e che mostrano alcuni tra i principali ambiti di azione dei Figli spirituali di Don Bosco all’epoca del monumento: “i missionari salesiani tra gli emigranti italiani” al centro; sulla destra “le scuole professionali salesiane”, e a sinistra “le scuole agricole salesiane”.

Una volta deliberato, all’unanimità, di erigere il monumento a Don Bosco, all’interno del Consiglio direttivo della Federazione Internazionale degli Exallievi vennero costituiti un comitato promotore per la raccolta dei fondi e un comitato esecutivo per organizzare il concorso per il progetto di un monumento.

La raccolta fondi ebbe un grande successo. La somma preventivata di 200.000 £ venne presto raggiunta con le libere donazioni, con la Città di Torino che sostenne l’omaggio ad uno dei suoi cittadini più illustri con un contributo di 20.000 £.

Contemporaneamente venne avviato il concorso internazionale per la scelta del progetto. Tra 59 candidati, dopo diverse selezioni, a vincere fu Gaetano Cellini di Ravenna, perché venne ritenuto che meglio degli altri concorrenti aveva saputo catturare lo spirito di carità che aveva permeato l’attività del Santo.

L’inaugurazione fu maestosa: grande la partecipazione del pubblico, vivo e sincero l’entusiasmo da parte di tutti i presenti. Per l’occasione il comitato organizzatore dell’evento fece anche installare un sistema di illuminazione scenografica che coinvolse il monumento, la chiesa di Maria Ausiliatrice e l’oratorio adiacente.

Sul monumento a Don Bosco situato in Piazza Maria Ausiliatrice don Bruno Ferrero, Direttore del Bollettino Salesiano italiano, ha realizzato una suggestiva presentazione che ne illustra i messaggi insiti e i valori salesiani che riesce a trasmettere.

La statua di Mamma Margherita a Valdocco: un segno di gratitudine a tutti i genitori dei Salesiani nel mondo

In queste prime giornate di marzo, presso il cortile di Valdocco è stata collocata la statua che rappresenta la venerabile Margherita Occhiena, madre di San Giovanni Bosco. L’opera è stata posta in corrispondenza del luogo in cui Mamma Margherita lavorava l’orto per i ragazzi che animavano l’oratorio di don Bosco. La statua, che raffigura la madre del Santo mentre si rivolge con dolcezza ad un giovinetto, vuole essere un segno di gratitudine a tutti i genitori dei Salesiani nel mondo. Nei prossimi giorni l’opera sarà inaugurata ufficialmente.

La veglia di preghiera aspettando don Bosco

Nella serata di ieri, mercoledì 29 gennaio 2020, si è svolta la veglia di preghiera “itinerante” a Valdocco, in preparazione alla festa ormai prossima di San Giovanni Bosco.

Don Guido Enrico, Rettore della Basilica,  ha invitato i partecipanti a compiere un cammino verso tre luoghi significativi di Valdocco: il cortile principale dove si trova la statua di Don Bosco, la Cappella di San Francesco di Sales e la Basilica di Maria Ausiliatrice:

“Perché vogliamo ricordare Don Bosco nella storia e ricordarlo oggi”.

L’incontro ha così avuto inizio alle ore 21.00 presso il cortile di Valdocco per poi proseguire nella chiesa di San Francesco di Sales ed infine davanti all’urna del Santo, nella Basilica di Maria Ausiliatrice.

“Don Bosco ha fatto di questo luogo uno spazio di dialogo e di incontro con i giovani”.

Il tutto è stato animato da alcuni passi della Parola, dai canti, dalle preghiere e dalla meditazione, con una partecipazione attiva da parte dei presenti. Per l’occasione, alcuni momenti di riflessione sono stati guidati dallo spettacolo di Sand Art, a cura di Compagnie Sabbie Luminose, attraverso la rappresentazione con la sabbia di alcuni episodi ripresi dalla vita di don Bosco.

L’incontro si è poi concluso in Basilica con la tradizionale “Buona Notte” salesiana da parte del Rettore Maggiore, don Ángel Fernández Artime:

“Dire Don Bosco è dire Maria Ausiliatrice. Il Santo dei giovani aveva la profonda convinzione che era Lei che faceva tutto. Ma non possiamo pensare a Don Bosco senza la presenza di sua madre, Mamma Margherita. Don Bosco non è nato ricco. Don Bosco è nato in una famiglia, con la fragilità di un bambino e la sua vita è stata segnata dai sacrifici e dalla presenza di Dio e di Mamma Margherita. Oggi è il momento di ringraziare per la sua vita. Senza Don Bosco non saremmo oggi qui come Famiglia Salesiana”.

(ANS)

Rivivi l’evento

Festa di San Giovanni Bosco 2020: il programma

Si rende disponibile il programma con tutti gli appuntamenti dedicati ai festeggiamenti di San Giovanni Bosco presso la Basilica di Maria Ausiliatrice.

In preparazione:

  • Domenica 19 Gennaio
    Ore 9:30 – Solenne concelebrazione.
    Presiede don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore (a conclusione delle Giornate della Famiglia Salesiana).
  • Mercoledì 29 Gennaio
    Ore 21.00
    Veglia di preghiera nei luoghi storici di Valdocco: dal cortile all’urna del santo.
  • Giovedì 30 Gennaio
    Ore 19:00 – Primi Vespri della Festa di San Giovanni Bosco.
    Presiede il Rettor Maggiore.

31 Gennaio – Festa di San Giovanni Bosco:

  • ORE 7:00 – MESSA
    Presiede don Sabino Frigato (SDB, Vicario episcopale per la Vita Consacrata).
  • ORE 8:30 – MESSA
    Presiede don Enrico Stasi (SDB, Ispettore dei Salesiani). Con le scuole di Valdocco.
  • ORE 10:00 – MESSA
    Presiede don Leonardo Mancini (SDB, Maestro dei novizi).
  • ORE 11:00 – SOLENNE CONCELEBRAZIONE (IN DIRETTA)
    Presiede Mons. Heriberto Bodeant, vescovo di Melo (Uruguay); Omelia a cura di don Guido Errico (SDB, Rettore della Basilica).
  • ORE 15:00 – BENEDIZIONE DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI
    Presiede don Guido Dutto (SDB, Parroco “Maria Ausiliatrice”)
  • ORE 16:00 – VESPRI SOLENNI
    Presiede il diacono Paolo De Martino (Referente diocesano apostolato biblico).
  • ORE 17:00 – MESSA
    Presiede Mons. Marco Brunetti (Vescovo di Alba).
  • ORE 18:30 – SOLENNE CONCELEBRAZIONE CON I GIOVANI MGS (IN DIRETTA)
    Presiede il Rettor Maggiore.
  • ORE 21:00 – SOLENNE CONCELEBRAZIONE (IN DIRETTA)
    Presiede Mons. Cesare Nosiglia (Arcivescovo di Torino)

STRENNA 2020 – GIOVEDÌ 06 FEBBRAIO

Ore 18:30 – Presentazione della Strenna del Rettor Maggiore per l’anno 2020.
A Valdocco in Sala Sangalli.

Intervengono: Renato Valera (Presidente ADMA), Marina Busso (Coordinatrice Cooperatori) e Marco Gallo (Presidente Exallievi).

Dirette streaming – 31 Gennaio

Missioni Don Bosco seguirà in diretta streaming le principali celebrazioni eucaristiche del 31 gennaio dal proprio sito internet e facebook.

ore 11.00: Presiede Mons. Heriberto Bodeant, vescovo di Melo (Uruguay); Omelia a cura di don Guido Errico (SDB, Rettore della Basilica).

ore 18.30: Presiede don Ángel Fernandez Artime – Rettor Maggiore dei Salesiani.

ore 21.00: Presiede Mons. Cesare Nosiglia – Arcivescovo di Torino.

 

Veglia di Preghiera per la Festa di San Giovanni Bosco – 29 Gennaio 2020

Mercoledì 29 gennaio 2020, alle ore 21.00 presso Valdocco, si terrà la veglia di preghiera in preparazione alla festa dedicata a San Giovanni Bosco, dal cortile all’urna del Santo.

Per l’occasione vi sarà lo spettacolo di Sand Art a cura di Compagnie Sabbie Luminose con la presentazione di Don Bosco.

Ritrovo presso l’Anfiteatro di Valdocco alle ore 21.00.

Continua la proposta della Basilica di Maria Ausiliatrice per la prossima festa di San Giovanni Bosco, il 31 gennaio 2020. Nella sera del 29 gennaio avremo la possibilità di vivere un momento di preghiera itinerante dal cortile di Valdocco all’urna di Don Bosco nella Basilica di Maria Ausiliatrice, per ripercorre le tappe più significate della vita e dell’esperienza spirituale del “Santo dei Giovani”.

Don Guido Errico – Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice